mercoledì 22 maggio 2013

Pasteggio a zuppa di squalo




Vivo in un sobborgo di Vancouver in cui le insegne dei locali sono spesso in mandarino prima che in inglese. Più del 50 per cento per cento dei residenti ha origine cinese, e sono spesso immigrati recenti, sbarcati per fare moneta, riuniti in enclave etniche. Sono i più conservatori: prima cinesi poi, forse, canadesi.

Mi rimpinzo d’involtini primavera, tofu e seitan a Chinatown, che è nella zona derelitta di Vancouver. È imbottito di ristoranti tradizionali. Potrei alimentarmi di zuppa di serpente. Non che serva molto per scovarne: il 25 per cento di Metro Vancouver è fatto di minoranze visibili, non europei, e i discendenti della Terra di Mezzo sono il secondo gruppo etnico dopo gli indiani.

Normale che in zona si discuta di “finning”, che non è una pratica sessuale per canadesi audaci ma una roba comunque seducente per gli eredi di Mao. I cinesi cool, quelli che hanno monetizzato, ma pure quelli che a stento si arrabattano, bramano la zuppa di  pinne di squalo. 100 dollari a portata. Lo status si fa a tavola, ai matrimoni, a cena, il Suv non basta. Il “finning” è la sorgente della lordura, un pot pourri cui le pinne insapori danno consistenza. Lo squalo è spinnato in alto mare, rigettato agonizzante in acqua- sia essa di Spagna, Indonesia o Taiwan. Questo è il finning che foraggia la zuppa, e i ristoratori. Caricare lo squalo, intero, su barcacce e bastimenti non è profittevole: la carne di squalo si traffica poco. Ma occupa spazio.

I canadesi si sono turbati una volta appreso lo scempio, che copiosamente alimentano. Non risulta comunque apprensione particolare per polli stipati in batteria e simili. I conservatori al governo federale – l’anno scorso uno di loro si è fatto ritrarre da televisioni e giornali in lingua cinese ad ingurgitare la zuppa- hanno proposto di vietare l’importazione di pinne di squalo  da Paesi ove gli animali sono pescati con metodi crudeli. Vanno bene le pinne-  il Canada importa 100 tonnellate ogni anno- ma con esecuzione umana: che si portino a riva comprensivi di accessorio, la pinna. Gentilmente, se possibile.

Certo, come anche si è fatto notare in Parlamento da chi propone un bando totale, non si capisce come si possa combattere la graduale estinzione di specie di squali con questa modalità- ogni anno cento milioni di individui sono uccisi, con un trend crescente sostenuto dalla zuppa.  E probabilmente non si martella il finning, visto che la cattura illegale in taluni Paesi sarebbe la regola. Ma, tant’è, meglio andarci con i piedi di piombo. La comunità cinese vota conservatore . E non importa che il 77 per cento di quella sia contraria all’import della pinna. Ci sono comunque i ristoratori e qualche baluba con gusto retrò.

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